Vai al contenuto principale
Rappresentazione visiva dell'articolo: Tra spopolamento e innovazione

Tra spopolamento e innovazione

Giovanni Vaona

16 ottobre 2025

Vittoria, la mia nipotina più piccola, ha da poco compiuto tre anni: nel 2100 ne avrà settantotto.

Mi ritrovo a guardare le proiezioni ISTAT con un misto di speranza e timore —

non solo per lei, ma per tutti i bambini nati in questi anni. Cosa dicono

davvero quei numeri?

Secondo lo scenario “mediano” ISTAT, la popolazione residente scenderebbe da circa 59 milioni (oggi) a 45,8 milioni nel 2080.

E oltre: nel 2100 le stime più ottimistiche evocano poco meno di 40 milioni di italiani. In scenari internazionali (ONU), si ipotizza addirittura una riduzione verso 35,5 milioni entro fine secolo.

Detto così, può sembrare astratto. Proviamo in un modo più visivo: immagina che, tornando da un viaggio in Francia, non incontrassimo nessuno in Val d’Aosta, in Piemonte, in Liguria, in Lombardia o in Emilia-Romagna.

E se partissimo dal Sud? Niente in Sicilia, niente in Campania, niente in Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise. Gran parte della penisola rischia lo spopolamento.

I grandi centri (Milano, Roma, Torino) avranno maggiori chance di resistenza, ma molte aree interne e meridionali rischiano di restare “in bianco”, senza servizi, infrastrutture né presenze significative.

Ma quanto pesa questa dinamica sulla ricchezza degli italiani? Enormemente.

Secondo dati recenti, la ricchezza netta delle famiglie italiane (attività reali + finanziarie meno passività) ha raggiunto 11.286 miliardi di euro nel 2023.

Più della metà di questo patrimonio è costituito da beni reali: abitazioni, immobili, terreni. Quando l’offerta di immobili cresce (o la domanda cala), i prezzi possono

risentirne fortemente.

Quindi: Vittoria — oggi bambina — potrebbe vivere un’Italia abitata da poco più della metà degli attuali cittadini, invecchiata e spopolata, ma anche tecnologicamente trasformata in modi che oggi fatichiamo a immaginare.

Il futuro non è già scritto: le politiche demografiche, sociali, infrastrutturali e di integrazione che verranno decise nei prossimi decenni determineranno se quell’Italia sarà forte e resiliente o fragile e disgregata.

E in buona parte, saranno le nostre scelte oggi a tracciarne la forma.


Approfondimento:

https://audio.com/gianni-vaona/audio/declino-o-rinascita-demografia-valore-casa-e-il-futuro-ambiva

Powered by

Logo Promobulls
Area riservata